La guerra in Medio Oriente e il crollo del traffico nello Stretto di Hormuz stanno generando tensioni sui prezzi dell’energia. Come si scopre da un’indagine dell’ufficio studi Lapam Confartigianato, il superamento della barriera dei 100 dollari al barile del prezzo del petrolio Brent non si registrava dall’estate del 2022.
Nel 2025 le micro e piccole imprese reggiane
REGGIO EMILIA – Secondo l’ultimo bollettino di ARERA del 9 marzo, inoltre, il prezzo del gas TTF è pari a 51,7 euro/MWh (a fronte di una media di 36,4 euro/MWh nel 2025), l’indice di riferimento del prezzo sul mercato del gas italiano (IG Index GME) è del 59,8% superiore alla media di febbraio, mentre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità (PUN) è del 47,3%, superiore alla media del mese di febbraio. Il prezzo del gasolio self service sale in media nazionale a un livello del 14,6% superiore al prezzo del 27 febbraio, giorno antecedente lo scoppio della guerra in Medio Oriente.
Extracosto
Secondo l’indagine dell’ufficio studi Lapam Confartigianato, a fine 2025 gli alti prezzi di energia elettrica e gas erano tra le principali preoccupazioni del 24,4% delle micro e piccole imprese emiliano-romagnole. L’incremento dei prezzi dell’energia elettrica nel 2022 colpì maggiormente l’Italia rispetto alla media dell’Eurozona, per via della composizione energetica del nostro paese. Questo ha comportato un extracosto causato dal differenziale di prezzo dell’energia elettrica con il resto dell’Unione Europea stimato pari a 59 milioni di euro per le micro e piccole imprese reggiane nel 2025, penalizzandone la competitività. Se si considera che l’Italia è la seconda nazione in Unione Europea per import di prodotti energetici dal Golfo Persico, questo divario rischia di amplificarsi. I fattori di rischio innescati dalla crisi in Medio Oriente potrebbero frenare la ripresa degli investimenti in macchinari e impianti, che nel corso del 2025 stavano attraversando una fase di ripresa.
Investimento nell’ambito digitale
La fabbricazione di macchinari è uno dei settori principali del distretto della meccanica di Reggio Emilia. Nelle micro e piccole imprese italiane gli investimenti in macchinari e attrezzature si stimano nel 2025 pari a 42.723 milioni di euro, una dotazione di capitale essenziale nei processi connessi con la doppia transizione, digitale e green. Nel 2025 il 67,1% delle micro e piccole imprese reggiane ha effettuato investimenti in uno o più ambiti del digitale, con un significativo aumento rispetto al 62,5% del 2024. Inoltre, tra il 2020 e il 2024, il 29% delle imprese reggiane ha realizzato investimenti green, che favoriscono una riduzione dei costi aziendali, un miglioramento dei prodotti e servizi offerti e un innalzamento della produttività e dell’efficienza per le imprese investitrici.