Brescello

Latitante internazionale arrestato dai Carabinieri

L’uomo, rintracciato dai carabinieri del Nucleo Investigativo, deve scontare quasi due anni di reclusione per reati commessi in Romania

Latitante internazionale arrestato dai Carabinieri

Nel tardo pomeriggio di giovedi  19 marzo 2026, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia hanno portato a termine un’importante operazione di cooperazione internazionale di polizia, traendo in arresto un cittadino rumeno di 40 anni ricercato da due anni in quanto colpito da un Mandato di Arresto Europeo emesso nel 2024.

Latitante internazionale arrestato dai Carabinieri

BRESCELLO – L’uomo, localizzato nel comune di Brescello, era ricercato dalle autorità del proprio Paese d’origine per l’espiazione di una pena detentiva definitiva. L’attività investigativa è scattata a seguito di una segnalazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (S.I.Re.N.E.), che indicava la possibile presenza del ricercato nella provincia reggiana. I militari dell’Arma, dopo aver individuato l’abitazione ne comune di Brescello, hanno proceduto al rintraccio del soggetto intorno alle ore 18.45.

Arresto “formale”

Dopo l’identificazione e il fotosegnalamento presso il Comando Provinciale di Reggio Emilia, è stata confermata l’attualità del provvedimento internazionale motivo per cui i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia hanno proceduto così all’arresto formale in esecuzione del mandato di arresto europeo pendente a suo carico della Legge 69/2005.

Di che cosa è accusato

Il provvedimento restrittivo scaturisce da una sentenza emessa nel 2023 dal Tribunale di Botoșani per fatti avvenuti tra il 2014 e il 2019. Il 40enne deve scontare una condanna a 1 anno e 9 mesi di reclusione per tre distinti reati concernenti il rifiuto volontario di versare l’assegno di mantenimento per i figli stabilito da un tribunale civile, per aver condotto un veicolo su strade pubbliche sprovvisto del titolo abilitativo e per aver consegnato la propria auto a un altro soggetto, pur sapendo che quest’ultimo era sotto l’influenza di alcol.

Al termine delle operazioni, l’arrestato è stato messo a disposizione della Corte d’Appello del capoluogo Felsineo.