C’è un repertorio che i teatri raramente osano toccare, fatto di opere rare, commissioni inedite, titoli preziosi tenuti troppo a lungo nel dimenticatoio.
“L’heure espagnole” di Ravel
REGGIO EMILIA – È quella la strada che la Fondazione I Teatri ha imboccato da qualche anno, e quest’anno lo fa con L’heure espagnole di Maurice Ravel — nuova produzione in collaborazione con l’Accademia Teatro alla Scala, in scena al Teatro Ariosto di Reggio Emilia il 3 maggio 2026 (ore 18.00) e il 5 maggio 2026 (ore 20.00). Dopo The Turn of the Screw di Britten, Alfred Alfred di Donatoni, La serva padrona di Pergolesi e My Name Is Floria di Virginia Guastella, il percorso continua. L’opera è inserita in Extra Aperto / Reggio Parma Festival 2026.
Prologo originale
La serata si aprirà con un Prologo originale di Mauro Montalbetti — nuova commissione Festival Aperto / Fondazione I Teatri — che conduce gli spettatori nell’universo sonoro e visionario di Ravel a partire da un luogo reale e quasi leggendario: la sua casa-museo, con gli oggetti stravaganti e meravigliosi, i meccanismi che sembrano funzionare e invece deragliano. Una bottega domestica che diventa, per incanto, la bottega di un orologiaio.
La vicenda
Nella Toledo immaginaria di L’heure espagnole, mentre le lancette scandiscono un’ora esatta di assenza del marito Torquemada, la vivace Concepción orchestra un balletto di corteggiatori, pendole e malintesi. Ravel costruisce una commedia musicale raffinata e tagliente, dove la precisione del meccanismo si scontra con l’irriducibile disordine del desiderio. Non c’è nulla di folkloristico nella sua Spagna: è una zona franca, un tempo sospeso in cui le regole — sociali, morali, sentimentali — si allentano fino a perdere ogni presa. Non è la Spagna di Carmen, con le sue passioni travolgenti e i suoi amori ardenti: è una Spagna di fantasia, antica e torpida, popolata di grottesche marionette alle prese con i propri desideri mal riposti.
Il cast
Lo spettacolo, nella versione per orchestra da camera di Gabriel Grovlez, porta la firma registica di Manuel Renga, con scene e costumi di Aurelio Colombo e luci di Alessandro Pasqualini. Sul podio Francesco Bossaglia, alla guida dell’Icarus Ensemble. I cinque protagonisti sono affidati a giovani cantanti provenienti dall’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici del Teatro alla Scala: Saori Sugiyama (Concepción), Aldo Sartori (Gonzalve), Litai Zhuo (Torquemada), Akilbek Piyazov (Ramiro) e Xhieldo Hyseni (Don Iñigo Gomez).
Date e orari Domenica 3 maggio 2026 – ore 18.00 Martedì 5 maggio 2026 – ore 20.00 Teatro Ariosto, Reggio Emilia.