I fatti si sono verificati in uno dei comuni della Bassa reggiana, dove una minorenne è stata contattata, attraverso la piattaforma Snapchat, da un giovane di qualche anno più grande, residente in una regione del Centro Italia, di cui conosceva solo il nome e il numero di telefono.
Non accetta la fine della relazione e la perseguita
BASSA REGGIANA – Con il passare del tempo lo scambio di messaggi si intensifica e dall’amicizia si passa ad una relazione sentimentale che spinge i due ad incontrarsi di persona. Ed è in questo momento che la minore realizza che il suo interlocutore sembra avere più anni di quanto dichiarato in chat, ma questo non la spaventa e decide di continuare comunque il rapporto.
Insulti
Dopo un primo periodo di tranquillità, iniziano i comportamenti controllanti e ossessivi dell’uomo, che in diversi episodi si lascia andare ad insulti e ricatti psicologici nei confronti della giovane ragazza. Trascorsi diversi mesi dall’inizio della frequentazione, sulla spinta delle persone a lei più vicine, la ragazza matura l’idea di lasciare il fidanzato e glielo comunica sullo stesso social sul quale si erano conosciuti, bloccandogli il profilo su Snapchat.
Paura
Lui non accetta l’interruzione del rapporto e inizia a sommergerla di messaggi, provenienti da profili social falsi creati ad hoc dallo stalker. Una notte si presenta a casa della ragazza e pretende di vederla, nonostante il suo rifiuto. Non rassegnato alla separazione, nei giorni seguenti la pedina anche a scuola e minaccia chiunque le stia vicino, creando un clima generale di paura nella ragazza e nei suoi famigliari.
Stalking
La notizia, però, arriva alla Polizia locale della Bassa Reggiana che, grazie ad una celere attività investigativa, riesce ad identificare compiutamente il soggetto e a individuare il luogo di residenza. In pochi giorni gli agenti riescono a raccogliere e fornire alla Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Capo dott. Calogero Gaetano Paci, i riscontri necessari ad accertare il reato per stalking e violenza privata aggravata, per cui l’uomo viene sottoposto a misure cautelari personali, con obbligo di dimora presso il comune di residenza, divieto di avvicinamento con il controllo del braccialetto elettronico e divieto di comunicazione con la minore.
Adesso la ragazza potrà riprendere a vivere la sua vita, sapendo di poter contare sulla protezione delle istituzioni coinvolte.