Casina

Identificati gli autori di un nuovo tentativo di truffa con “il telefono rotto”

I carabinieri di Casina a seguito della denuncia di una pensionata, indotta a versare quasi 3.000 euro a malfattori che si spacciavano per il figlio denunciano 2 uomini

Identificati gli autori di un nuovo tentativo di truffa con “il telefono rotto”

Credeva di essere stata contattata dal figlio in un momento di difficoltà ed è stata ingannata con la classica, ma sempre efficace, “truffa di WhatsApp”.

Identificati gli autori di un nuovo tentativo di truffa

CASINA – È questa la brutta avventura capitata a una pensionata 67enne residente a Casina che, convinta di aiutare un familiare, ha finito per versare i propri risparmi nelle mani di abili truffatori. Al termine di una meticolosa attività d’indagine, i Carabinieri della Stazione di Casina hanno identificato i presunti responsabili.

La vicenda

La vicenda ha avuto inizio nel settembre 2025, quando sulla utenza telefonica della vittima è giunto un messaggio da un numero sconosciuto: “Mamma tutto bene? Mi si è rotto il telefono, memorizza questo numero e scrivimi su WhatsApp”. La donna, non sospettando l’inganno poiché il figlio si trovava effettivamente all’estero e aveva accennato a problemi con il cellulare, ha risposto immediatamente. Il malfattore, fingendosi il figlio, ha lamentato il blocco del proprio conto corrente e l’urgenza di effettuare alcuni pagamenti. Indotta in errore, la vittima si è recata presso diversi esercizi commerciali tra Casina e Castelnovo né Monti, effettuando tre distinte operazioni di ricarica su carte prepagate e bonifici per un totale di circa 3.000 euro. Solo una volta rientrata a casa e confrontatasi con il marito, che aveva appena parlato con il vero figlio, la donna ha compreso di essere stata vittima di un raggiro.

Denunciati due italiani

Per questi motivi con le accuse di concorso in truffa e sostituzione di persona, i carabinieri della stazione di Casina hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, due italiani di 40 e 20 anni residenti rispettivamente in provincia di Caserta e a Napoli.

Ulteriori indagini

Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.