A metà mese di maggio 2026 , unitamente al fratello, era finito ai domiciliari con l’accusa di aver pestato e rapinato brutalmente un sedicenne nel pieno centro di Correggio per un bottino di soli 5 euro. Il grave episodio ha avuto inizio nella tarda serata del 25 maggio scorso, nei pressi del parchetto di Via Mussini a Correggio, dove i due fratelli hanno intercettato la vittima. Il sedicenne ha tentato una fuga disperata, ma è stato raggiunto e bloccato in Via Risorgimento, nei pressi della filiale della Banca Centro Emilia.
Sono accusati di aver picchiato un sedicenne
CORREGGIO – Qui si è scatenata la furia dei malviventi: il minore è stato violentemente picchiato con calci e pugni sul volto e sul corpo. Durante l’azione, uno degli aggressori lo ha minacciato stringendo tra le mani una bottiglia di vetro rotta, utilizzata come arma impropria. Al termine del pestaggio, i due gli hanno strappato di dosso il borsello, dileguandosi a piedi verso la frazione di Fosdondo.
L’allarme
L’allarme al 112 era scattato immediatamente dopo l’aggressione. I militari, già in zona hanno raccolto le prime descrizioni sul posto – fornite dalla madre del minore, da alcuni amici della vittima e da una testimone oculare – mettendosi subito all’inseguimento dei fuggitivi lungo la direttrice della vecchia ferrovia in Via Santa Maria Maddalena. Poco dopo i fatti la pattuglia ha intercettato e bloccato i due presunti responsabili uno dei quali stringeva ancora tra le mani il borsello della vittima (visibilmente danneggiato e con i ganci strappati), contenente i documenti e gli effetti personali del sedicenne. L’altro, invece, nascondeva nella tasca dei pantaloni un grosso sasso (un “sanpietrino”) e custodiva nella cover del proprio smartphone la banconota da 5 euro sottratta poco prima.
Al Pronto soccorso
La vittima è stata successivamente trasportata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Carpi per ricevere le cure mediche necessarie a causa delle evidenti ecchimosi e dei rigonfiamenti riportati al volto. Una vicenda di violenza inaudita che si era conclusa con il loro arresto immediato. Tuttavia, la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dall’Autorità Giudiziaria non è bastata a frenare la condotta dei due fratelli di 21 e 22 anni, residenti a Reggio Emilia che a soli tre giorni dal loro arresto durante i previsti controlli finalizzati a verificare il rispetto delle prescrizioni, non sono stati trovati all’interno della propria abitazione.
Arresti domiciliari
I militari, accertata l’assenza, hanno fatto scattare immediatamente le ricerche nelle pertinenze dello stabile. Il più grande dei due si è presentato poco dopo, tentando inizialmente di giustificarsi sostenendo di essersi recato nel garage condominiale; il fratello minore, invece, resosi irreperibile per diverse ore, si è presentato spontaneamente in Caserma solo in tarda serata, dopo essere stato contattato telefonicamente dai genitori. Per i due era scattato l’arresto con il Giudice che, nel convalidare l’arresto, aveva disposto per entrambi il ripristino della misura degli arresti domiciliari presso la loro abitazione, applicando tuttavia un forte inasprimento delle restrizioni: il controllo costante tramite l’applicazione del braccialetto elettronico.
Inasprimento della pena
Per uno dei due ovvero il fratello minore tale inasprimento non è bastato. Alle ore 11:15 del 3 giugno in Piazza Garibaldi di Bagnolo in Piano, nel cuore del paese, i carabinieri della locale Stazione, impegnati in un quotidiano servizio di pattuglia e perlustrazione del territorio, hanno notato e immediatamente riconosciuto il ragazzo mentre si trovava all’esterno, nei pressi di un negozio. Alla vista dei militari il ventunenne ha tentato repentinamente di eludere il controllo fuggendo verso il corridoio della Parrocchia di Bagnolo, che collega la piazza a via Don Giovanni Bosco sul retro della chiesa. I Carabinieri lo hanno tuttavia inseguito, bloccato sul posto, condotto in caserma e sussistendo la flagranza di reato veniva arrestato per poi essere collocato ai domiciliari.
Carcere
La Procura reggiana, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, alla luce delle reiterate condotte delittuose richiedeva l’aggravamento della misura cautelare. Il GIP accogliendo la richiesta sostituiva gli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere. Il provvedimento veniva quindi trasmesso alla stazione di Bagnolo in Piano che ieri mattina vi dava esecuzione conducendo in carcere il 21enne. Per il 21enne si tratta del quatrto arretso in due settimane.