Era attualmente sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali, un beneficio che gli consentiva di scontare la pena al di fuori del carcere, pur nel rispetto di precise prescrizioni.
Ricercato da maggio
REGGIO EMILIA – Tale beneficio era stato ottenuto a seguito di una condanna penale con sentenza emessa in data 10 gennaio 2024 dal Tribunale Ordinario di Reggio Emilia (confermata dalla Corte d’Appello di Bologna il 18 settembre 2024 e divenuta definitiva il 3 novembre 2024). La condanna era scaturita da un grave episodio di furto in abitazione commesso nel novembre del 2023 in via Ponte Besolario, a Reggio Emilia.
Dentro all’abitazione
In quell’occasione, il 43enne si era introdotto all’interno dell’abitazione insieme a un complice nel cuore della notte. Sorpresi dai proprietari che si trovavano a letto, i due avevano tentato la fuga: mentre il complice era riuscito a dileguarsi a bordo di un monopattino rubato, l’uomo aveva cercato di scappare in sella a una bicicletta elettrica (anch’essa asportata dalla casa insieme a 5 paia di scarpe Nike), venendo però raggiunto, bloccato dai derubati dopo una concitata colluttazione e infine consegnato ai Carabinieri della Sezione Radiomobile.
Violazioni
Quindi l’iter processuale e la condanna con la concessione della misura alternativa. Nel corso del successivo periodo di prova ai servizi sociali, tuttavia, il 43enne si è reso responsabile di numerose e reiterate violazioni delle disposizioni impartite. Tali condotte, accertate e documentate dai militari della Sezione Radiomobile durante i quotidiani servizi di controllo del territorio, sono state segnalate all’Ufficio di Sorveglianza di Reggio Emilia.
Ordine di carcerazione
Il numero delle inosservanze ha spinto il Magistrato di Sorveglianza a emettere, in data 27 maggio 2026, il decreto di sospensione provvisoria della misura alternativa. Di conseguenza, lo stesso giorno, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, ha emesso il relativo ordine di carcerazione. L’uomo, tuttavia, non è stato mai rintracciato presso il suo domicilio (situato in via Luca da Reggio), rendendosi di fatto irreperibile e ricercato per oltre un mese e mezzo.
In un residence
La sua fuga si è interrotta nella notte del 15 luglio 2026. Intorno alle ore 02:30, la Centrale Operativa dei Carabinieri di Reggio Emilia ha inviato per un controllo di una struttura ricettiva della città una pattuglia della sezione radiomobile. I militari della sezione radiomobile si sono recati sul posto e, nel corso dei controlli degli alloggiati hanno accertato la presenza del ricercato.
In camera
A quel punto i carabinieri hanno fatto irruzione nell’ambiente in cui l’uomo alloggiava cogliendo di sorpresa il 43enne all’interno della camera da letto. Accompagnato in caserma per le procedure di fotosegnalamento e la formale notifica del provvedimento, e stato dichiarato in arresto e, successivamente, è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per le decisioni sul definitivo ripristino della detenzione in carcere.