La crisi del gruppo Realco al centro del confronto in Provincia nell’ambito del Patto per il lavoro e per il clima provinciale, convocato insieme alla Regione Emilia-Romagna e all’assessore regionale Giovanni Paglia. Un momento dedicato alle situazioni lavorative ancora aperte e alle prospettive delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, in una fase profondamente cambiata dopo le prime due aste.
Crisi Realco, in Provincia confronto per il Patto del lavoro
REGGIO EMILIA – Ad oggi rimangono 14 punti vendita ancora da assegnare nell’ambito della procedura fallimentare del Tribunale di Bologna, per circa 100 lavoratrici e lavoratori coinvolti. Tre di questi si trovano nel Reggiano: Reggio Emilia, Rio Saliceto e Carpineti. A questi si aggiungono circa 90 dipendenti della logistica Flexilog a livello regionale. Resta alta l’attenzione anche sulla situazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ex sede centrale Realco di via Pertini a Reggio Emilia.
Il quadro è in progressiva evoluzione: dai circa 1.500 lavoratori e lavoratrici inizialmente coinvolti nella crisi, le posizioni ancora aperte riguardano oggi complessivamente circa 250 persone in Emilia-Romagna.
Disponibilità
«Durante il precedente confronto di lunedì 13 luglio tra amministrazione regionale, comunale e provinciale, organizzazioni sindacali e lavoratrici e lavoratori, come Provincia avevamo dato la nostra piena disponibilità alla Regione e all’assessore Paglia, che ringrazio per il lavoro che sta svolgendo, così come ai rappresentanti sindacali e ai lavoratori, a continuare a lavorare insieme sulla vicenda Realco e a garantire supporto e accompagnamento a lavoratrici e lavoratori coinvolti – dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni –.
Lavoro non concluso
Così è stato anche durante le settimane estive e il nostro lavoro prosegue al fianco della Regione, degli enti territoriali e delle rappresentanze sindacali e datoriali. Il quadro è certamente positivamente evoluto rispetto all’inizio della crisi: dalle circa 1.500 persone inizialmente coinvolte siamo arrivati a circa 250 posizioni ancora aperte a livello regionale. È un risultato positivo e importante, ma il nostro lavoro non è ancora terminato.
Patto per il lavoro
Per questo abbiamo ritenuto importante allargare ulteriormente, oggi, la condivisione attraverso il Patto per il lavoro e per il clima provinciale, che riunisce enti locali, parti sociali e associazioni datoriali. È un modello di relazione e confronto già consolidato nella nostra Provincia e che oggi mettiamo al servizio di una crisi particolarmente delicata per il sistema lavorativo, economico e sociale reggiano.
L’obiettivo è condividere informazioni, ascoltare le preoccupazioni, ma soprattutto costruire insieme ulteriori soluzioni per risolvere le posizioni ancora aperte.
Tutela
Il lavoro che ci attende riguarda la tutela dei posti di lavoro, la transizione verso le nuove proprietà, gli eventuali ricollocamenti, gli ammortizzatori sociali, i percorsi di formazione e l’attenzione necessaria sia nella riapertura dei punti vendita già assegnati sia rispetto a quelli ancora nelle mani del Tribunale di Bologna.
Situazione aperte
Abbiamo assunto fin dall’inizio l’impegno di accompagnare le persone e i lavoratori coinvolti e intendiamo continuare a farlo finché resteranno situazioni aperte, ciascuno per le proprie competenze, ma mettendoci a disposizione anche oltre il perimetro stretto delle competenze assegnateci per legge, per costruire le migliori risposte possibili per le lavoratrici e i lavoratori del nostro territorio».