Le recenti proposte del Governo sul fronte della mobilità rappresentano un segnale importante, ma per gli agenti e rappresentanti di commercio occorre fare un passo ulteriore, riconoscendo definitivamente l’automobile per quello che realmente rappresenta per la categoria: un vero e proprio strumento di lavoro. È la posizione di FNAARC-Confcommercio Reggio Emilia, che rilancia a livello territoriale quanto espresso dal presidente nazionale Alberto Petranzan in merito agli interventi previsti per il 2027.
“Apprezziamo i segnali del Governo auto, bollo e carburanti”
Tra le misure annunciate figura l’esenzione dal pagamento del bollo per un’autovettura fino a 80 kW per persona fisica, con l’obiettivo dichiarato di rendere successivamente strutturale l’intervento. «Accogliamo positivamente l’attenzione del Governo verso i costi dell’automobile – afferma Stefano Peterlini, presidente provinciale FNAARC – ma la soglia degli 80 kW difficilmente intercetta le reali esigenze di un agente di commercio. Chi percorre 40, 50 o anche 60 mila chilometri all’anno necessita di vetture adeguate per sicurezza, affidabilità, comfort e capacità di carico. Non è una questione di prestigio, ma di esigenze professionali». Una realtà particolarmente evidente in un territorio come Reggio Emilia e l’Emilia-Romagna, caratterizzato da una presenza diffusa di imprese manifatturiere, artigiane e commerciali. «Ogni giorno – aggiunge Stefano Peterlini – gli agenti collegano aziende, distributori e clienti, muovendosi continuamente sul territorio. Per noi l’auto non è una scelta: è parte integrante della nostra attività economica».
Muovere l’Economia
Il tema assume un peso ancora maggiore considerando la dimensione della categoria. In Italia gli iscritti contribuenti Enasarco sono circa 206 mila e gli agenti di commercio rendono possibili ogni anno transazioni economiche stimate tra 400 e 500 miliardi di euro. Gli intermediari del commercio a Reggio Emilia e provincia sono poco meno di duemilaquattrocento. «Parliamo quindi di una categoria numericamente ed economicamente importante – sottolinea Peterlini – che contribuisce ogni giorno allo sviluppo commerciale delle imprese italiane, in particolare delle PMI».
Per FNAARC è quindi necessario che, nel percorso verso una nuova politica strutturale sulla mobilità, vengano considerate anche misure specifiche sul costo dei carburanti per chi utilizza quotidianamente l’automobile per lavoro. Anche pochi centesimi al litro, moltiplicati per decine di migliaia di chilometri all’anno, rappresentano infatti un costo significativo per un agente di commercio.
Fiscalità auto
Resta poi aperto il problema storico della fiscalità dell’automobile. Per gli agenti di commercio il costo massimo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto dell’auto è ancora pari a 25.822,84 euro, un valore ormai lontano dai reali prezzi di mercato. «È difficile comprendere come si possa considerare adeguato oggi un limite fiscale definito sulla base di valori di molti anni fa – prosegue Peterlini – quando nel frattempo prezzi di vetture, carburanti, manutenzione, assicurazioni e costi generali della mobilità sono profondamente cambiati». L’aggiornamento della deducibilità potrebbe inoltre avere un effetto positivo non soltanto per gli agenti, ma per l’intero comparto automotive: favorire il rinnovo delle vetture professionali significa generare nuovi acquisti, maggiore attività economica e conseguente gettito fiscale, oltre a favorire la circolazione di mezzi più moderni, efficienti e sicuri. «Con oltre 200 mila agenti in attività, sarebbe interessante valutare anche questo aspetto: un’agevolazione fiscale non deve essere considerata come un minor introito per lo Stato, ma in relazione agli investimenti che può generare e alle conseguenti entrate fiscali. È un tema che merita una valutazione economica complessiva».
Riforma
«Apprezziamo i segnali arrivati dal Governo – conclude Peterlini – e auspichiamo che il confronto prosegua. Chiediamo tre cose concrete: una fiscalità dell’auto aggiornata ai valori attuali, attenzione specifica al costo dei carburanti per chi percorre migliaia di chilometri per lavoro e il riconoscimento dell’automobile come autentico bene strumentale per la nostra professione. Per un agente di commercio l’auto è ciò che un’attrezzatura è per un artigiano o un macchinario per un’impresa. E in un territorio produttivo come quello reggiano, sostenere la mobilità degli agenti significa sostenere anche le aziende che rappresentiamo e l’economia del territorio».