La rinuncia a partecipare a Reggio Children, da parte di una delegazione statunitense di insegnanti e educatori delle scuole ebraiche, è al centro dell’interrogazione immediata in aula, presentata martedi 20 ottobre 2026 dal consigliere di FdI Alessandro Aragona.
Question time in Regione su Reggio Children: “E’ stato un errore”
“A seguito delle accese discussioni e delle forti pressioni emerse” spiega Aragona “il gruppo di insegnanti delle scuole ebraiche degli Stati Uniti ha deciso collettivamente di rimandare il viaggio e di rinunciare, almeno per il momento, alla visita a Reggio Emilia”. L’esponente di FdI pone l’attenzione anche su quanto emerso a mezzo stampa, in relazione a un documento “integrativo” che sarebbe stato sottoposto alla firma delle scuole ebraiche americane: con tale documento, sarebbe stato chiesto, ai membri della delegazione, di prendere le distanze dalle operazioni militari israeliane a Gaza. Documento che, redatto dalla Fondazione Reggio Children in collaborazione con il Comune, risulterebbe la causa della rinuncia della delegazione alla visita a Reggio Emilia. “Le scuole americane stanno pensando di togliere il supporto al ‘Reggio Emilia Approach’” prosegue Aragona. “La vicenda ha assunto una dimensione internazionale, con un’amplificazione mediatica tale da incidere sulle relazioni internazionali e sulla percezione del sistema pedagogico reggiano”. Situazione su cui il consigliere chiede una presa di posizione da parte della Giunta.
Nel 1995
A rispondere in aula è stata l’assessora alla Scuola Isabella Conti che ha chiarito come i rapporti tra il sistema educativo reggiano e le realtà educative israeliane siano nate nel 1995 e siano consolidate da anni. “La delegazione proveniente da Israele è effettivamente arrivata a Reggio Emilia e ha partecipato regolarmente al programma di formazione previsto. Diversamente, il gruppo di circa 70 educatrici ed educatori statunitensi ha deciso di non partire. È una decisione che rispettiamo, ma che certamente dispiace proprio per il valore che attribuiamo alle relazioni educative costruite nel tempo”.
Un errore
Sul punto specifico, Conti ha chiarito che, in effetti, era stata discussa e proposta in bozza una dichiarazione aggiuntiva relativa alla situazione a Gaza e nei territori occupati. “Quella proposta non è mai stata adottata e non ha costituito una condizione prevista per la partecipazione alle attività formative” ha affermato. “Resta il fatto che la sua stessa formulazione è stata un errore come hanno tra l’altro pubblicamente riconosciuto anche gli enti coinvolti, rivolgendo le proprie scuse alle delegazioni, in particolare a chi non si è sentito accolto. La Regione, dunque, riconosce quella stessa formulazione come errore: riteniamo che la partecipazione a un percorso educativo e formativo non debba essere subordinato alla dichiarazione di carattere politico o alla richiesta di prendere posizione rispetto alle scelte di un governo. Il confronto, anche su questioni difficili e divisive, è parte integrante di un’educazione democratica, ma il confronto deve rimanere libero e non può trasformarsi in una condizione o precondizione di accesso alle opportunità educative”.
Critico
Il consigliere Aragona ha preso atto dell’errore commesso ma resta critico. “Mi sarei aspettato un’ulteriore presa d’atto da parte della Regione” ha concluso. “In diverse altre interrogazioni abbiamo denunciato il clima che si sta creando, che considero un terreno fertile per il verificarsi di certe situazioni. Ricordiamo che, con una lettera firmata dal presidente de Pascale, sono stati interrotti i rapporti diplomatici con Israele. Non si diceva semplicemente di interrompere i rapporti diplomatici: si parlava di interrompere ogni forma di relazione istituzionale con tutti i soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a quello Stato e che non prendessero apertamente posizione contro le scelte del governo israeliano. In quelle esatte parole c’era la radice di quello che è poi accaduto per Reggio Children