Reggio Emilia

Disabile ucciso con dei bomboloni, arrestato il cugino tutore

Avrebbe somministrato dolci solidi al cugino disabile, di cui era tutore legale, pur sapendo che soffriva di grave disfagia e doveva seguire una dieta salvavita esclusivamente liquida. La vittima è deceduta per soffocamento. Contestata la premeditazione

Disabile ucciso con dei bomboloni, arrestato il cugino tutore
Aggiungi Prima Reggio Emilia alle tue fonti preferite

Avrebbe approfittato del proprio ruolo di tutore legale e della momentanea distrazione del personale sanitario per introdurre clandestinamente e somministrare cibo solido al cugino interdetto e non autosufficiente, causandone la morte per asfissia meccanica.

Omicidio premeditato pluriaggravato in struttura sanitaria

REGGIO EMILIA – I fatti si sono verificati nella mattinata del 27 giugno 2026 all’interno di una struttura socio-sanitaria residenziale reggiana. Al termine di accurate e serrate indagini, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Reggio Emilia hanno identificato e raccolto a carico di un uomo di 76 anni presunti gravi elementi di responsabilità.

Ordinanza di custodia cautelare 

La Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Capo Calogero Gaetano Paci, condividendo appieno le risultanze investigative dei Carabinieri della Sezione Operativa emerse dai rilievi, dall’acquisizione della documentazione clinica, dalle testimonianze e dalle attività tecniche, ha richiesto l’applicazione di una misura cautelare. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Emilia, accogliendo il quadro probatorio, ha emesso nei confronti dell’indagato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con divieto assoluto di comunicare con persone diverse dai conviventi e dai difensori.

L’ipotesi di accusa

Nella giornata di giovedi 29 giugno  i Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Reggio Emilia hanno dato esecuzione al provvedimento restrittivo, arrestando l’uomo poi ristretto presso la propria abitazione. L’indagato è chiamato a rispondere della gravissima ipotesi di reato di omicidio volontario pluriaggravato: gli vengono contestate l’aggravante della premeditazione, l’abuso dei doveri e dei poteri inerenti alla funzione di tutore legale, l’aver commesso il fatto in danno di una persona con disabilità certificata ricoverata in una struttura assistenziale, nonché l’aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la pubblica e privata difesa (minorata difesa).

Soffriva di disfagia

L’attività investigativa ha permesso di far luce presuntivamente sulla tragica dinamica che ha portato al decesso dell’ospite della struttura. La vittima, un uomo di 74 anni affetto anche da una marcata e progressiva disfagia, era sottoposta a un rigoroso Piano Assistenziale Individualizzato (P.A.I.) che prescriveva inderogabilmente una dieta frullata, fluida o semisolida, qualificata dal personale medico come vero e proprio presidio salvavita a seguito di reiterati e critici episodi di soffocamento verificatisi nei mesi precedenti.

Bomboloni

L’indagato, nominato tutore legale della persona offesa sin dal 2009 e pienamente a conoscenza delle sue patologie, della sua patologica voracità e del divieto categorico di alimentarlo con cibi solidi — circostanze a lui illustrate e formalmente sottoscritte —, si è recato presso la struttura nella mattinata del 27 giugno scorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell’Arma, l’uomo avrebbe introdotto di nascosto dolci solidi ( bomboloni) , eludendo scientemente i protocolli aziendali che imponevano di mostrare preventivamente qualunque alimento al personale e di esibirne il relativo scontrino.

Omissione

Dopo aver lasciato i pasticcini nella disponibilità dell’assistito — incapace di gestire autonomamente masticazione e deglutizione — il 76enne si è allontanato verso la guardiola per mostrare alle operatrici socio-sanitarie la confezione di un rasoio elettrico destinato al parente. L’allontanamento, avvenuto verso un’area distante circa quaranta metri e del tutto cieca rispetto al tavolino, ha distolto la vigilanza del personale sanitario e interrotto qualsiasi sorveglianza sulla vittima nel momento esatto in cui questa disponeva del cibo vietato. Ingerito il cibo con la consueta voracità, la vittima è andata incontro a una repentina e massiva ostruzione respiratoria. L’indagato, avvedutosi che il cugino non riusciva più a respirare, non avrebbe dato immediatamente l’allarme: avrebbe dapprima acquistato una bevanda gassata al distributore tentando vanamente di fargliela bere per far scendere il boccone; solo in seguito ha richiamato l’attenzione delle infermiere con fare calmo, limitandosi a dire che a suo avviso il parente non stava bene e omettendo di riferire che aveva poco prima consumato dolci solidi.

Nulla da fare

Tale circostanza è stata comunicata soltanto dopo che l’infermiera ha riscontrato evidenti residui e briciole sugli indumenti del paziente. Nonostante le tempestive manovre di Heimlich praticate sul posto e l’intervento d’urgenza dell’automedica del 118 — i cui sanitari hanno estratto dalla trachea molteplici agglomerati solidi delle dimensioni di noci — per l’uomo non c’è stato nulla da fare ed è deceduto per arresto cardiocircolatorio provocato dalla totale occlusione delle vie aeree.

Controlli esterni

Gli accertamenti condotti dai Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Reggio Emilia hanno inoltre evidenziato – in via presuntiva – come l’episodio non fosse affatto frutto di una tragica disattenzione estemporanea, bensì il coronamento di una condotta premeditata e reiterata nel tempo, documentata da precedenti tentativi di recapitare paste e dolciumi sottraendoli ai controlli interni per sviare i sospetti.

Erede

A delineare il contesto dell’azione delittuosa è emerso altresì il profilo patrimoniale: la vittima disponeva di un patrimonio mobiliare superiore a 300.000 euro e l’indagato figurava tra i coeredi legittimi. Le successive attività tecniche hanno infine documentato i tentativi dell’indagato di monitorare le dichiarazioni rese dai familiari agli inquirenti e di concordare versioni di comodo.

Arresti domiciliari

Valutata la gravità indiziaria e la sussistenza delle esigenze cautelari legate al pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione, il GIP del Tribunale d Reggio Emilia, accogliendo le richieste della Procura reggiana, ha disposto la misura restrittiva degli arresti domiciliari, ritenuta idonea e proporzionata in relazione all’età del presunto autore del reato e allo stato di cristallizzazione del quadro probatorio. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.

Il plauso del Sim Carabinieri

La segreteria Provinciale del SIM Carabinieri di Reggio Emilia esprime il proprio più vivo compiacimento e profonda ammirazione per la brillante e complessa attività d’indagine condotta dai colleghi della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Emilia. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di un 76enne, accusato del gravissimo reato di omicidio volontario pluriaggravato commesso ai danni del cugino disabile e interdetto, di cui era tutore legale.