È un ventitreenne pakistano, da lungo tempo residente nella bassa reggiana, l’uomo tratto in arresto mercoledi 4 novembre 2026 sera dalla Polizia di Stato di Reggio Emilia in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal Tribunale del Riesame di Bologna su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio diretta dal Procuratore Dott. Calogero Gaetano Paci.
Accusato di violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di una 15enne
REGGIO EMILIA – I fatti oggetto di indagine risalgono alla fine di febbraio del 2026. La ragazzina aveva conosciuto il giovane su Instagram, e dopo lunghi dialoghi intercorsi tramite vari social network, aveva accettato il suo invito ad incontrarlo di persona a Reggio Emilia.
Unico incontro
Il primo e unico incontro è finito però nel peggiore dei modi, poiché secondo quanto raccontato dalla ragazzina agli inquirenti, sarebbe stata abusata all’interno dell’autovettura dell’uomo nel parcheggio di un centro commerciale e nell’occasione avrebbe riportato anche lesioni personali riscontrate anche dai sanitari del pronto soccorso che l’hanno visitata nelle ore successive ai fatti.
Braccialetto elettronico
Al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia e sviluppatesi mediante l’analisi dei tabulati del traffico telefonico, visione delle telecamere di videosorveglianza, audizione della minore e delle persone informate sui fatti, nei confronti dell’indagato il G.I.P. ha imposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico.
A fronte della decisione del G.I.P. la Procura ha proposto appello al Tribunale del Riesame di Bologna chiedendo e ottenendo in riforma della precedente decisione