Nel corso del 2025 si è assistito ad una attenuazione della crisi della meccanica rispetto al 2024. Il settore rimane tuttavia appesantito dal forte calo della produzione di autoveicoli, con i dati congiunturali che non hanno ancora pienamente fotografato l’impatto dei dazi statunitensi.
Analisi Lapam Confartigianato meccanica
REGGIO EMILIA – È quanto rileva l’ufficio studi Lapam Confartigianato con un’indagine sul comparto della meccanica in provincia di Reggio Emilia . A livello regionale la meccanica è il primo settore per valore delle esportazioni: nei primi nove mesi del 2025 si registra un calo dell’export dello 0,7%, in attenuazione rispetto al -3% osservato nel 2024.
Il calo più accentuato per l’export
Nel dettaglio per la provincia reggiana, nello stesso arco di tempo si osserva il calo più accentuato dell’export, pari a un -3,1%, tuttavia in netto miglioramento rispetto al -10,1% del 2024. Reggio Emilia però figura anche tra le prime province emiliano-romagnole per numero di ore autorizzate di cassa integrazione che nei primi nove mesi del 2025 ammontano a 6,3 milioni, con una crescita del 59,8% delle ore autorizzate rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente (era +158,6% nell’anno 2024 sul 2023).
Meno occupati
L’ufficio studi Lapam Confartigianato ha analizzato anche gli occupati e profili più ricercati. Nei primi nove mesi del 2025 in Emilia-Romagna si osserva un calo del 6,9% degli occupati nella Manifattura: si tratta di uno dei cali più severi tra le principali regioni a vocazione manifatturiera, e la prima flessione dell’occupazione dal 2020. Tuttavia la difficoltà di reperimento di lavoratori nel settore metalmeccanico è più elevata rispetto alla media.
Difficoltà di trovare personale
Le imprese emiliano-romagnole con dipendenti della meccanica si aspettano di avere difficoltà a reperire due entrate su tre (il 60,5% delle entrate previste), superiore di 9,8 punti alla media del 50,7%. La difficoltà di reperimento nel settore è cresciuta di 19,8 punti in regione, passando dal 40,7% del 2017 al 60,5% del 2025. Questa difficoltà cresce in particolare tra le micro imprese con 1-9 dipendenti (79,5% delle entrate è di difficile reperimento) e le imprese artigiane (74,8% è di difficile reperimento).
Le figure richieste
Le imprese del settore cercano in particolare profili tecnici: il 65,2% delle entrate sono operai specializzati e operai di macchinari fissi e mobili e conduttori d’impianti. Sette operai specializzati su 10 sono difficili da reperire (70,8%), nel 42% dei casi per ridotto numero dei candidati e nel 25,7% per inadeguatezza dei candidati. La provincia di Reggio Emilia esprime il 14,2% della domanda di entrate delle imprese meccaniche dell’Emilia-Romagna del 2025. Le micro e piccole imprese fino a 49 dipendenti assorbono il 56,5% delle entrate previste dal settore nella provincia di Reggio Emilia. Nel dettaglio le micro e piccole imprese reggiane cercano il 44,3% di candidati con qualifica o diploma professionale, oppure un 29% con diploma tecnico. Nel 42,8% è preferibile un candidato con più di 30 anni e nel 59,8% con esperienza specifica o nel settore.