Forte aumento della CIG nel comparto della meccanica
Lo rileva una indagine di Lapam Confartigianato

Export, cassa integrazione e addetti nelle imprese del settore. Tocca diversi aspetti l’analisi dell’ufficio studi Lapam Confartigianato sul comparto della meccanica, uno dei settori principali per la provincia di Reggio Emilia.
Calo accentuato
REGGIO EMILIA - Come emerge dal quadro, tra le principali 28 province per valore dell’export di meccanica, in Regione il calo più accentuato si osserva a Reggio Emilia (-9,6%): una decrescita trainata dai macchinari che registrano un -11,9%.
Incremento CIG
Per quanto riguarda la cassa integrazione, Reggio Emilia si piazza al quinto posto in classifica tra le principali province in Italia per incremento di ore di CIG nel settore meccanico, con 7,5 milioni di ore, pari a due volte e mezzo il 2023 (+158,6%). Gli ultimi dati sulla cassa integrazione dell’artigianato forniti dall’FSBA (Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato) riferiti ai primi 11 mesi del 2024, vedono l’Emilia-Romagna al primo posto per incremento del valore dell’assegno di integrazione salariale a cui hanno dovuto fare ricorso le imprese artigiane della meccanica, più che raddoppiato rispetto ai primi 11 mesi del 2023 (+139,9%).
Secondo posto
Tra le prime 28 province italiane per valore dell’assegno erogato nei primi 11 mesi del 2024 Reggio Emilia si piazza al secondo posto con un incremento tendenziale del +232,6%.
Scarsità personale
Permane, inoltre, la difficoltà di reperimento di lavoratori che a livello regionale è più alta nel 2024 per Metalmeccanica ed elettronica rispetto al totale economia e cresce di 4,1 punti nell'ultimo anno. Nonostante calino del 15,1% le entrate previste dalle imprese del settore, rimangono difficili da reperire il 60,7% dei lavoratori: la quota supera di 10,1 punti la media del totale
Contrazione export
«L’analisi del nostro ufficio studi – afferma Davide Gruppi, presidente Lapam Confartigianato Meccanica – ben fotografa la situazione che sta attraversando il nostro comparto ormai da mesi. Se da un lato l’export complessivo del settore ha mantenuto un andamento positivo, dall’altro la contrazione dell’export dei macchinari e l’aumento esponenziale della cassa integrazione pongono interrogativi significativi sulla tenuta del settore nel medio-lungo periodo. È fondamentale intervenire con misure concrete a supporto delle aziende, incentivando la formazione specialistica, rafforzando i percorsi di inserimento lavorativo e favorendo politiche industriali che possano garantire stabilità e crescita al settore. Si rendono necessari, inoltre, come ribadito in occasione di un tavolo istituito presso la Regione Emilia-Romagna, la realizzazione di un Fondo sovrano che possa sostenere gli investimenti e l’utilizzo di adeguati ammortizzatori sociali per non disperdere le competenze acquisite nelle possibili fasi di difficoltà delle imprese. Come associazione lavoreremo al fianco delle imprese per affrontare queste sfide e per valorizzare un comparto strategico per l’economia del nostro territorio».