Reggio Emilia

Frena l’occupazione manifatturiera in tutto il reggiano

È quanto emerge dalla consueta analisi Lapam Confartigianato sul mercato occupazionale

Frena l’occupazione manifatturiera in tutto il reggiano

È una dinamica differenziata quella che emerge dall’indagine dell’ufficio studi Lapam Confartigianato sul mercato del lavoro.

Frena l’occupazione manifatturiera

REGGIO EMILIA – Dai più recenti dati occupazionali, infatti, tra i principali macrosettori emiliano-romagnoli si assiste a una retrocessione dell’occupazione in un settore d’eccellenza come quello manifatturiero, mentre al contrario il turismo si conferma un settore trainante. A questo quadro si aggiunge la preoccupazione legata all’attuale shock energetico in corso, che rappresenta una “gelata  di primavera” sulla ripresa della produzione manifatturiera, andando a indebolirne ulteriormente la  domanda di lavoro.

Seconda per crescita

Come si evince dall’indagine, l’Emilia-Romagna è la seconda maggiore regione per crescita dell’occupazione nel 2025 (+2%), dietro solo alla Campania (+2,6%). Nel confronto con le principali regioni, l’Emilia-Romagna risulta prima per crescita nei Servizi e Costruzioni, mentre ha il calo più accentuato nell’occupazione manifatturiera.

Terza in regione

Reggio Emilia è la terza provincia in regione per crescita nei Servizi registrando un +6,4%. Anche nelle Costruzioni, si osserva una crescita più accentuata per la provincia di Reggio Emilia con un +30,1%. Ma l’area reggiana, in controtendenza, è anche la seconda provincia in Regione dove si concentra maggiormente il calo dell’occupazione manifatturiera con un -11,7%.

Indipendente

Nel dettaglio per posizione professionale, la crescita occupazionale in regione è data sia dall’aumento dei lavoratori dipendenti (+12mila), che in misura ancora più consistente della componente indipendente (+28mila). Per provincia, Reggio Emilia è la prima provincia in Emilia-Romagna per crescita dell’occupazione indipendente con +26,4%, compensando il forte calo degli occupati dipendenti della provincia.

Tra le prime dieci

L’Emilia-Romagna è tra le prime dieci regioni europee per numero di occupati nella manifattura che rappresentano oltre un quarto degli occupati totali, a fronte di un’incidenza media in Unione Europea a 27 del 17,4%. Nel settore manifatturiero in Regione un addetto su cinque (il 19,8%) è artigiano: la provincia reggiana è in linea con la media regionale e registra un 19%.

Reperimento

Nonostante rallenti la domanda di lavoro, rimane comunque alta la difficoltà di reperimento. Nel periodo da aprile a giugno 2026, a livello provinciale a Reggio Emilia si osserva un calo delle entrate previste pari a un -4,2%. La difficoltà di reperimento ad aprile 2026 rimane elevata. A Reggio Emilia è di difficile reperimento il 51,6% del personale, dato in miglioramento rispetto ad aprile 2025 di 4,7 punti percentuali. A fronte di questa difficoltà, le imprese hanno trattenuto quando possibile il personale anche in  momenti di minore carico di lavoro. Dall’analisi delle 460 risposte al sondaggio d’ascolto

Personale trattenuto

“Le attese  degli imprenditori emiliano-romagnoli nell’autunno 2025”, promosso da Confartigianato Emilia-Romagna tra le micro e piccole imprese e imprese artigiane associate, emerge che il 58,1% delle realtà con dipendenti ha trattenuto personale, anche a fronte di un calo della produzione, nel corso del 2025. Questo fenomeno è dovuto al timore di non riuscire a sostituirli in futuro, vista l’elevata difficoltà di reperimento del personale, e giustifica una parziale tenuta dell’occupazione, anche a fronte di un contesto economico non favorevole.

Esposte

«L’indagine dell’ufficio studi dell’associazione a pochi giorni dalla Festa del Lavoro – commenta Daniele Mazzini, presidente Lapam Confartigianatoaiuta a fotografare la situazione in maniera nitida. Reggio Emilia, e più in generale l’Emilia-Romagna, è tra i poli trainanti dell’economia regionale e nazionale. Proprio per questo motivo, le nostre imprese sono particolarmente esposte ai possibili effetti di una frenata del commercio internazionale e della crisi energetica. Nel 2025 l’occupazione manifatturiera in regione subisce il secondo calo più severo tra le principali regioni manifatturiere europee, facendo peggio rispetto alla media UE27 (-0,3%) e ad altre maggiori regioni come Veneto e Lombardia. Il nostro auspicio è che la crisi internazionale che stiamo attraversando possa trovare presto un equilibrio per permettere a imprenditrici e imprenditori di poter operare con una visione anche a medio lungo termine».