L'indagine

Nella nostra provincia i reati informatici sono aumentati di oltre il 50 per cento

È quanto emerge da una indagine di Lapam Confartigianato

Nella nostra provincia i reati informatici sono aumentati di oltre il 50 per cento

Tra i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria in Emilia-Romagna i reati informatici mostrano una crescita del +47,4% tra il 2019 e il 2024, a fronte della crescita del 10,6% di tutti gli illeciti a danno dell’attività d’impresa denunciati in regione.

Nella nostra provincia i reati informatici sono aumentati di oltre il 50 per cento

REGGIO EMILIA  – È quanto fotografa l’ufficio studi Lapam Confartigianato che evidenzia come a Reggio Emilia, nel 2024, si siano segnalati 2.260 reati informatici, il 53% in più rispetto a quelli registrati nel 2019, con  un incremento superiore alla media regionale e nazionale.

Consapevolezza

All’aumento delle denunce contribuisce anche una crescente consapevolezza di cittadini e imprese dei reati in oggetto, mentre la prevenzione del fenomeno è rafforzata da iniziative come la Campagna nazionale contro le truffe agli anziani promossa da Anap Confartigianato, Ministero dell’Interno, Forze di Polizia.

Prima provincia in Regione

Allo stesso tempo, infatti, Reggio Emilia è anche la prima provincia in Emilia-Romagna dove le micro imprese investono maggiormente in sicurezza informatica, con una quota del 36,6%. Per reati informatici si intende truffe e frodi informatiche, come il phishing e il furto di credenziali online, e delitti informatici, che comprendono i furti di dati per ricatto o da vendere nel dark web e l’interruzione di servizi e siti web.

A livello regionale, l’incremento dei cyberattacchi in Emilia-Romagna è superiore al 37,1% nazionale ed è il quinto incremento più marcato dopo Toscana, Veneto, Marche e Trentino-Alto Adige.

Sempre più esposte

«In un contesto di crescente digitalizzazione dell’economia – commenta Daniele Mazzini, presidente Lapam Confartigianato –, le imprese sono sempre più esposte a questo rischio: i reati informatici infatti oggi rappresentano un terzo dei delitti contro le imprese. Assistiamo però anche a una maggiore sensibilizzazione delle piccole e medie realtà al tema: sebbene l’esposizione al rischio sia proporzionale alla dimensione aziendale, con le piccole imprese meno colpite rispetto alla media da questi attacchi, una maggiore consapevolezza dei rischi stimola nuovi investimenti e manutenzioni. Il fenomeno, purtroppo, esiste ed è estremamente concreto, è per questo motivo che è necessario continuare a investire e a prendere coscienza dell’importanza di adottare strumenti utili a prevenire questo tipo di crimini. La nostra associazione sta già affiancando i suoi associati con corsi di formazione a tema e, anche alla luce di questi dati, continueremo nell’opera di informazione e sensibilizzazione».