L’instabilità, geopolitica e commerciale, ridisegna la mappa dell’export reggiano, premiando alcuni comparti e mettendone in difficoltà altri. I dati del primo trimestre 2026 elaborati dall’ufficio studi Lapam Confartigianato fotografano infatti un territorio che sta vivendo fasi di ripresa. La provincia di Reggio Emilia registra una crescita del 2% nel primo trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 delle esportazioni manifatturiere e supera la crescita media nazionale, che si attesta al +1,3%, grazie alla ritrovata spinta della meccanica.
La meccanica inverte la rotta
REGGIO EMILIA – A inizio anno infatti la meccanica inverte la rotta e dopo il -1,9% registrato nel 2025, cresce del 2,2% trainata dal comparto dei macchinari che segnano un +1,1% e che costituiscono oltre un terzo dell’export reggiano. Anche nei settori con una maggior presenza di micro e piccole imprese il trend è positivo: l’export delle micro e piccole imprese reggiane cresce del 4,6%, spinte dal buon andamento di moda, con un +1,3%, e alimentare, con un +7,3%.
Usa in sofferenza
Tra i principali paesi di destinazione, gli Stati Uniti mostrano forti segnali di sofferenza, con l’effetto dei dazi che si fa più evidente a inizio 2026, in particolare tra i settori di micro e piccole imprese. Gli Stati Uniti rappresentano il secondo principale mercato di sbocco per la manifattura reggiana, che subisce un calo del 5,9% nonostante il rimbalzo dei macchinari che osserva un +4,2% e che assorbono più della metà delle esportazioni reggiane verso gli USA. Per la provincia, il forte calo dell’export di micro e piccole imprese negli Stati Uniti è condizionato dal crollo dell’alimentare che segna un -20,3%.
In ripresa
Al contrario, la Germania, primo mercato di riferimento per l’export reggiano, mostra una ripresa, crescendo del 3,7%. La meccanica dà un contributo positivo con un +6,7% grazie al buon andamento dei macchinari. Sul fronte delle micro e piccole imprese reggiane l’export verso il paese tedesco è in miglioramento e osserva un +2,7% grazie in particolare alla moda.
Medio Oriente
A complicare il quadro si aggiunge però la crisi geopolitica in Medio Oriente innescata a febbraio. Un conflitto che ha colpito un mercato promettente per la meccanica del distretto provocando, nel solo primo trimestre del 2026, una contrazione immediata a doppia cifra pari al -10,8% per l’area reggiana.
Competitività
«Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo chiamato a confrontarsi con variabili sempre meno controllabili – afferma Daniele Mazzini, presidente Lapam Confartigianato –. Le eccellenze manifatturiere del territorio continuano a dimostrare competitività sui mercati internazionali, ma oggi la qualità del prodotto non è più sufficiente a garantire continuità di crescita. Le strategie di internazionalizzazione devono fare i conti con un contesto globale in continua evoluzione, dove tensioni geopolitiche, politiche commerciali e cambiamenti della domanda incidono sempre più rapidamente sulle performance delle imprese e sulla capacità dei territori di mantenere la propria vocazione esportatrice»