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l'urgenza

Troppe aggressioni a bordo: spunta la body-cam per i capitreno

Trenitalia Tper, la società che gestisce i treni regionali in Emilia-Romagna, avvierà la sperimentazione entro l’anno.

Troppe aggressioni a bordo: spunta la body-cam per i capitreno
Attualità Reggio Emilia, 11 Agosto 2022 ore 11:48

REGGIO EMILIA - Sempre più aggressioni sui treni, ad opera di balordi pronti a menare le mani. Ed ecco l’idea di dotare i capitreno di body-cam, videocamere speciali da attivare in condizioni di pericolo per documentare i fatti e, sperabilmente, fare da deterrente nei confronti dei malintenzionati. In realtà è già ben più che un’idea: Trenitalia Tper, la società che gestisce i treni regionali in Emilia-Romagna, avvierà la sperimentazione entro l’anno.

Spunta la body-cam per i capitreno

In pratica i capitreno che lo vorranno indosseranno d’ora in poi specifiche telecamere anti-aggressione. Una sorta di GoPro da attivare “in presenza di una situazione potenzialmente pericolosa”, come spiega l’azienda. Un interruttore e il gioco è fatto: una lucetta rossa segnalerà l’accensione della body-cam, che registrerà tutto per fornire poi eventualmente alla polizia ferroviaria i filmati dell’aggressione. Già oggi i treni più nuovi, i modelli Rock e Pop in servizio sulle linee dell’Emilia-Romagna, hanno videocamere installate un po’ ovunque a bordo, con riprese “live” visibili a bordo in tempo reale: un deterrente però spesso non sufficiente a scongiurare violenze verbali o fisiche.

L'episodio che ha fatto aprire l'emergenza

Ed ecco la novità delle body-cam, dopo l’ennesima aggressione subita dal personale ferroviario. Il tema della sicurezza a bordo è da tempo al centro delle proteste e delle rivendicazioni dei sindacati, ma è tornato prepotentemente alla ribalta ieri per quanto successo su un treno fermo alla stazione di Poggio Rusco. Una giovane capotreno è stata molestata in pieno giorno da quattro individui e il macchinista intervenuto per soccorrerla è stato pestato a sangue, con calci e pugni. Di una “vera emergenza” parlano i sindacati, che hanno reso pubblico l’episodio.

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