Un quadro di reiterate violenze fisiche e psicologiche, che si sono consumate all’interno delle mura domestiche e e si sono protratte per circa sei anni, è emerso nell’ambito di un’attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato di Reggio Emilia.
Continui maltrattamenti ai danni della compagna: arrestato 41 enne
REGGIO EMILIA – Le indagini svolte dalla Squadra Mobile reggiana, coordinata dalla Procura della Repubblica reggiana diretta dal Procuratore Dott. Calogero Gaetano Paci, hanno consentito di ricostruire una lunga e dolorosa vicenda di maltrattamenti in ambito familiare, caratterizzata da ripetuti episodi di percosse, vessazioni, umiliazioni e comportamenti gravemente lesivi della dignità e dell’integrità psicofisica della vittima.
Violenza fisica
Le condotte contestate ad un 41enne nigeriano non si sarebbero limitate a reiterate aggressioni verbali e psicologiche, ma sarebbero sfociate anche in episodi di violenza fisica, dai quali sarebbero derivate lesioni personali documentate.
Tre aborti
Particolarmente drammatico il racconto della donna, trentacinquenne nigeriana, in relazione alle gravidanze: secondo quanto riferito dalla stessa, in tre distinte occasioni le violenze fisiche e le percosse subite durante la relazione avrebbero provocato l’interruzione spontanea della gravidanza, determinando altrettanti aborti.
Abusata
Un altro aspetto particolarmente doloroso della vicenda sul quale si sono concentrati gli approfondimenti investigativi ha riguardato quanto accaduto nella notte di capodanno del 2026 allorquando, secondo quanto narrato dalla donna, il marito avrebbe abusato sessualmente di lei.
Deposizione
L’attività investigativa è stata avviata di recente solo dopo che la donna ha deciso di rompere il silenzio e rivolgersi alle Forze dell’Ordine per raccontare nel dettaglio le reiterate condotte violente che avrebbe subito nel corso degli anni da parte del marito.
Quadro indiziario
L’indagine, sviluppata attraverso l’acquisizione delle dichiarazioni della persona offesa, l’ascolto delle persone informate sui fatti e la raccolta della documentazione utile a ricostruire gli episodi denunciati, ha consentito di delineare un quadro indiziario in ordine alla sistematicità delle condotte e alla loro protrazione nel tempo.
Custodia in carcere
Al termine degli accertamenti, la Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto l’adozione della misura cautelare della custodia in carcere. Il provvedimento è stato quindi eseguito nel pomeriggio del 4 novembre 2026 dalla Squadra Mobile, che ha rintracciato il quarantunenne e lo ha accompagnato presso la casa circondariale di Reggio Emilia, dove è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Violenza domestica
La vicenda mette in luce ancora una volta la gravità di situazioni di violenza domestica che, consumandosi spesso in un contesto di isolamento e sopraffazione, possono protrarsi per anni prima di trovare la forza di emergere e di essere portate all’attenzione delle istituzioni.