Non avrebbe accettato la decisione da parte della compagna di volerlo lasciare, ed è per questo che lui, un 49enne, ha iniziato a mettere in atto una serie di condotte persecutorie e aggressive anche davanti al figlio minore.
Divieto di avvicinamento
REGGIO EMILIA – È la drammatica realtà vissuta da una donna di 48 anni residente a Reggio Emilia, che ha trovato il coraggio di denunciare l’uomo, ponendo fine a un’escalation di condotte delittuose durate mesi. Condotte persecutorie fatte di aggressioni verbali, comportamenti minacciosi e pedinamenti quelle compiute dal 49enne nei confronti della donna a seguito delle quali, al termine delle indagini, i carabinieri in forza alla stazione di Rubiera, a cui la 48enne nel corso di una sofferta deposizione ha raccontato i fatti, hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia il 49enne, in ordine ai reati di atti persecutori.
Braccialetto elettronico
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri di Reggio Emilia Principale, ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura cautelare del divieto di divieto di avvicinamento alla vittima, e l’applicazione del braccialetto elettronico.
Distanza minima di 1500 metri
All’uomo è stato prescritto di non avvicinarsi all’abitazione familiare, e ai luoghi dalle medesime frequentati mantenendo una distanza di almeno 1500 metri e di non comunicare con qualsiasi mezzo e in qualsiasi modo con la vittima. Provvedimento di natura cautelare che è stato eseguito dai carabinieri di Rubiera.
Ulteriori indagini
Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.