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Esplose un colpo di pistola per rapinare una tabaccheria di Casalgrande: identificato il complice

I fatti risalgono allo scorso 25 agosto

Esplose un colpo di pistola per rapinare una tabaccheria di Casalgrande: identificato il complice
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Nuova svolta nelle indagini sulla rapina a mano armata che si è consumata lo scorso 25 agosto a Casalgrande. I Carabinieri hanno individuato e arrestato il complice del 28enne che esplose un colpo di pistola per spaventare il titolare e derubarlo.

Identificato il complice della rapina alla tabaccheria

REGGIO EMILIA - I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia, coordinati dalla Procura reggiana diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia di Sassuolo alle prime ore dell’odierna mattinata hanno arrestato il presunto complice del rapinatore, un 21enne palermitano domiciliato a Sassuolo, ovvero colui che lo attendeva alla guida della moto fuori dalla tabaccheria con la quale i due si diedero alla fuga.

Il giovane nell’ambito del procedimento penale è indagato per concorso in rapina aggravata e detenzione e porto illegale di munizioni.

I fatti

Erano da poco passate le 19.00 del 25 agosto scorso quando i carabinieri reggiani sono intervenuti in via Radici della frazione Veggia di Casalgrande e precisamente nei pressi della tabaccheria Corsini dove poco prima, il tabaccaio, aveva subito una rapina a mano armata, ad opera di due persone.

In particolare la vittima, mentre era intento ad effettuare le operazioni di chiusura, ha visto entrare all’interno della tabaccheria, di cui è titolare, un soggetto vestito di nero con casco integrale calzato sulla testa, il quale brandendo una pistola gli ha intimato di consegnarli il danaro riposto in cassa.

Lo sparo

In un primo momento la vittima si è opposta a tale richiesta lanciandogli lo strofinaccio che aveva in mano, ma a seguito della reazione del rapinatore, che ha esploso un colpo di pistola verso gli espositori, si è diretto verso la cassa e gli ha consegnato alcune banconote, per una somma di 100 euro, che il rapinatore ha afferrato per poi darsi alla fuga a bordo di un motociclo condotto dall’odierno indagato che lo
aspettava all’esterno.

Le indagini

Gli accertamenti immediatamente svolti attraverso l’acquisizione e successiva visione delle immagini di videosorveglianza di alcune attività commerciali poste nei pressi della tabaccheria rapinata, hanno consentito di individuare la marca, il modello e il colore del motociclo utilizzato per la fuga dai malviventi unitamente ad altri importanti particolari.

Il successivo fermo del presunto autore del colpo alla tabaccheria, operato per altra rapina consumata il 12 settembre scorso ai danni di un
benzinaio della stessa frazione Veggia di Casalgrande, che aveva portato anche a rinvenire e sequestrare la pistola cal. 6.35 utilizzata per ferire il benzinaio, ha dato un’altra importante accelerazione alle indagini.

Gli approfondimenti sul mezzo

Quest’ultimo è infatti risultato essere proprietario del motociclo corrispondente per modello, marca e colore a quello usato per la fuga e che è stato rinvenuto e sequestrato dai carabinieri in disponibilità dell’attuale proprietario, risultato fratello dell’odierno indagato, a cui nei giorni
successivi alla rapina l’indagato l’aveva ceduto.

Ma non solo: l’analisi della copia forense del cellulare sequestrato al 28enne sassolese sono state rinvenute svariate fotografie con immagini del motociclo e del casco perfettamente corrispondenti a quelle delle indagini, ma anche numerose foto con l’indagato che indossava le stesse
scarpe di quelle calzate dal rapinatore entrato in tabaccheria.

Altri dettagli

A ciò si deve aggiungere anche il sequestro presso l’abitazione del 28enne di uno zaino nero risultato assolutamente coincidente a quello posseduto dal rapinatore dall’interno del quale aveva riposto i soldi consegnati dal tabaccaio. Ed infine anche il calibro del colpo esploso in tabaccheria, ovvero 6.35 e corrispondente a quello esploso all’indirizzo del benzinaio.

Sulla base della coordinata e razionale valutazione degli elementi di indagine raccolti dai carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia la Procura reggiana ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia un’ordinanza di custodia in regime di arresti domiciliari per il 21enne palermitano.

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