Un uomo di 53 anni di origine albanese, ritenuto responsabile di gravi reati in materia di sostanze stupefacenti, è stato destinatario di un provvedimento di aggravamento della misura cautelare per presunte gravi minacce espresse nei confronti della figlia e del genero.
Lancia gravi minacce alla figlia e al genero
SCANDIANO – L’uomo si trovava attualmente sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, misura che gli era stata concessa in sostituzione della precedente custodia cautelare in carcere. La vicenda affonda le radici in una complessa indagine condotta dai Carabinieri della Tenenza di Scandiano, che ha permesso di documentare una costante attività di spaccio a suo carico nel distretto ceramico a partire dal 2017.
Arresto in flagranza
In questo contesto, il 6 maggio 2022 l’uomo era stato arrestato in flagranza di reato dai militari, poiché trovato in possesso di oltre 1 chilo di hashish e circa 2 etti di cocaina. Le indagini dei Carabinieri della Tenenza sono poi proseguite: i successivi riscontri investigativi hanno consentito di documentare minuziosamente come l’attività di spaccio avesse registrato oltre 4.500 cessioni, per un quantitativo complessivo di circa 5 kg di cocaina, muovendo un giro d’affari stimato in circa 400.000 euro.
Altre dosi di cocaina
All’epoca la Procura Reggiana, diretta dal Procuratore Capo Calogero Gaetano Paci, condividendo le risultanze investigative dei Carabinieri, richiedeva e otteneva dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Emilia un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In sede di esecuzione del provvedimento, il 27 giugno 2024, l’uomo veniva arrestato anche nella flagranza di reato poiché trovato in possesso di ulteriori 13 dosi di cocaina e un bilancino di precisione. A seguito di ciò, lo stesso veniva condotto in carcere, dove restava fino al 10 febbraio 2025, giorno in cui veniva posto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Cinque anni di reclusione
Nel frattempo, per questi motivi, lo stesso, in data 10 marzo 2026 veniva condannato in secondo grado dalla Corte di Appello di Bologna a 5 anni di reclusione e 32.000 euro di multa. Proprio dalla reclusione domiciliare presso il proprio domicilio, tuttavia, negli ultimi periodi, l’uomo si è reso presunto responsabile di gravi condotte del tutto incompatibili con il beneficio di cui usufruiva. Questa volta, infatti, il provvedimento di aggravamento della misura cautelare non scaturisce da fatti connessi agli stupefacenti, bensì da una pesante situazione familiare, dove la figlia dell’uomo e il compagno si sono presentati presso la Stazione Carabinieri di Roma Tor Sapienza per sporgere una formale denuncia, raccontando ai carabinieri di un’escalation di intimidazioni telefoniche iniziate nel maggio 2025, attraverso la quale l’indagato avanzava continue e ingiustificate richieste di denaro alla figlia, quantificate in ben 280.000 euro.
Arma da fuoco
Di fronte ai netti rifiuti, l’uomo ha intensificato le minacce inviando gravi messaggi sul telefono tra cui uno in cui asseriva di aver “preparato la tomba” per il genero e ha confidato a una parente la ferma intenzione, una volta terminati i domiciliari, di procurarsi un’arma da fuoco per uccidere la coppia, anche davanti alle figlie minori.
Nuova ordinanza
I Carabinieri della Tenenza di Scandiano, ricevuti gli atti da Roma, hanno verificato i riscontri e segnalato l’aggravamento alla competente Autorità Giudiziaria. Valutata la totale incapacità di auto contenimento e la spregiudicatezza dell’uomo, la Quarta Sezione Penale della Corte di Appello di Bologna ha disposto una nuova ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere.
Casa Circondariale
I militari lo hanno raggiunto nel pomeriggio di lunedi 25 maggio e, dopo le formalità di rito, lo hanno tratto in arresto e condotto nuovamente all’interno della Casa Circondariale, ristretto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.