Il primo episodio nel giugno 2018 è avvenuto tra le mura domestiche, quando per futili motivi, il fermato ha aggredito la madre a seguito di un litigio, dapprima verbalmente offendendola pesantemente, per poi sferrarle un pugno al volto e stringerle forte il braccio, fino a doverla vedere costretta a ricorrere alle cure dei sanitari.
Maltrattava la mamma con offese e minacce
CAMPAGNOLA EMILIA – Successivamente, la donna si è recata presso i carabinieri di Campagnola Emilia per denunciare l’episodio. I militari a seguito di indagini lo hanno denunciato alla procura reggiana con l’accusa di lesioni personali. A partire dal mese di maggio 2022 e fino al mese di giugno 2023, l’odierno condannato un 28enne si è reso poi responsabile di gravi maltrattamenti nei confronti della mamma. Nel dettaglio, la donna era costretta a sopportare con cadenza quotidiana il comportamento prepotente e violento del figlio che in preda all’ira rompeva anche oggetti e mobili di casa, offendeva e minacciava la donna, dicendole: “che doveva fare quello che gli diceva lui altrimenti le avrebbe messo le mani addosso”, le proibiva di vedere le altre due figlie, la offendeva con pesanti aggettivi e la minacciava dicendole “di stare attenta e di guardarsi le spalle“.
Grave stato di ansia
Condotte che hanno ingenerato nella donna un perdurante e grave stato d’ansia e di paura ed un fondato timore per la propria incolumità, fino all’ultimo episodio avvenuto il 16 maggio 2023, in cui in preda alla rabbia ha iniziato ad inveire verso la donna con fare violento e aggressivo, minacciandola e offendendola pesantemente. La mamma terrorizzata contattava subito i carabinieri di Campagnola Emilia, i quali giunti sul posto si sono accorti che il 25enne versava in uno stato di agitazione e manifestava aggressività anche verso i militari stessi.
Denunciato
A seguito dell’ultimo grave fatto la donna ha raccontato, in una sofferta deposizione, tutto ai carabinieri che hanno avviato nell’immediatezza le indagini, al termine delle quali, hanno denunciato l’uomo alla locale Procura della Repubblica per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi. La Procura reggiana, diretta dal Procuratore Capo Calogero Gaetano Paci, condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri di Campagnola Emilia, ha richiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti dell’uomo, della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, con il divieto assoluto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima mantenendo una distanza di almeno 250 metri, e il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo, anche indirettamente con la vittima.
Condannato
Quindi l’iter processuale al termine del quale l’uomo è stato condannato con sentenza emessa in data 15 luglio 2025 dal tribunale ordinario di Reggio Emilia, divenuta definitiva il 3 novembre 2025 per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali alla pena di 3 anni e 3 mesi di reclusione ed alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
In carcere
L’ordine di esecuzione, inizialmente sospeso, è stato ripristinato poiché il condannato non ha presentato istanza per misure alternative. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nel pomeriggio di lunedi 26 gennaio dai Carabinieri della Stazione di Campagnola Emilia, nel cui comune l’uomo risiede. I militari, hanno quindi rintracciato l’uomo, lo hanno arrestato ed hanno dato esecuzione al provvedimento accompagnando il 28enne in carcere per l’espiazione della pena.