Nonostante la detenzione in un carcere pugliese a seguito di una condanna che gli era stata inflitta nell’ambito del processo Aemilia, un 52enne di origini calabresi ha continuato a perseguitare l’ex moglie.
Arresti domiciliari, terrorizza moglie e figli
CASALGRANDE – L’uomo, incapace di accettare la fine della relazione, ha messo in atto una vera e propria escalation persecutoria: dalle minacce telefoniche all’invio di numerose lettere, fino al tentativo di screditare la donna presso il suo datore di lavoro. Non ha risparmiato nemmeno i figli, tempestandoli di chiamate e videochiamate nel tentativo di monitorare ossessivamente ogni spostamento e frequentazione della madre.
Denunciato alla Procura
Una serie di condotte illecite per le quali, al termine delle indagini, i Carabinieri della Stazione di Casalgrande – a cui la vittima si è rivolta – lo hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica per i reati di atti persecutori e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.
Custodia cautelare in carcere
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, condividendo appieno le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri di Casalgrande, ha richiesto e ottenuto dal G.I.P. del Tribunale reggiano l’applicazione nei confronti di un 52enne calabrese, dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Gravina di Puglia
Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata venerdì 13 febbraio 2026 dai Carabinieri della locale Stazione di Gravina di Puglia, che hanno arrestato l’uomo presso il domicilio dal 29 gennaio scorso si trovava in detenzione domiciliare ed è quindi tornato in carcere.
Ulteriori indagini
Gli accertamenti relativi al procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguiranno per i consueti approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti all’esercizio dell’azione penale.