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Saman: lo zio avrebbe portato gli inquirenti al casolare

Le urla del padre al fratello rimasto in Italia: "Avevamo giurato sul Corano... Ma chi ha parlato? Chi è quel figlio di un cane che ha parlato?...».

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Ci vorrà del tempo per poter rimuovere i poveri resti umani trovati ad almeno due metri di profondità nel terreno in un casolare abbandonato nei campi di Novellara. Resteranno ancora lì, sotterrati per ora perchè per rimuoverli, spiega il procuratore Gaetano Paci, bisognerà attendere i periti necessari per la perizia tecnica nel contraddittorio delle parti.

Lo zio di Saman avrebbe portato gli inquirenti al casolare

NOVELLARA - Sarebbe stato lo zio di Saman Abbas, Danish Hasnain, a portare gli investigatori nel punto dove è stato trovato un cadavere, a qualche centinaia di metri dalla casa dove viveva la famiglia della giovane scomparsa il 30 aprile 2021. Sono immediatamente partiti i lavori di scavo alla presenza dei carabinieri che svolgono le indagini.

Per poter essere certi che i resti siano proprio quelli della ragazza scomparsa un anno e mezzo fa sarà necessario il test del Dna e solo allora si avrà la certezza che  si tratti proprio della giovane uccisa e sepolta a pochi metri da casa perchè non voleva ubbidire alla famiglia.


Le minacce del padre di Saman al fratello rimasto in Italia

Era il 6 giugno 2021 quando Shabbar, il padre di Saman preoccupato per gli sviluppi dell’indagine minacciò il fratellastro rimasto in Italia: "Avevamo giurato sul Corano... Ma chi ha parlato? Chi è quel figlio di un cane che ha parlato?...». Una telefonata tra urla e insulti che gli inquirenti hanno intercettato durante l'indagine: «Avevamo giurato anche sul Corano» urla l’uomo, incredulo del fatto che la scomparsa della figlia, anzi l’uccisione, sia diventata una notizia di reato per i carabinieri. Se qualcuno ancora parla... non lo lascerò stare». Per scappare «ho lasciato mio figlio lì» in Italia e ammette: «L’ho uccisa io, per la mia dignità, per il mio onore... non m’importa di nessuno» e «se qualcuno non mi conosce ancora ora sapranno tutti chi sono».

Il fidanzato di Saman: “Spero sia fatta giustizia e che i responsabili paghino”

"Fino all'ultimo momento ho vissuto con la speranza che fosse ancora viva", è il primo commento a caldo del  fidanzato di Saman Abbas che ha evidenziato con queste parole, tramite il suo avvocato Claudio Falleti, quella che era ancora la sua speranza malgrado fosse passato tutto questo tempo. "Sono soddisfatto per l'arresto di Shabbar, ma la notizia del ritrovamento di un corpo vicino a casa di Saman mi riempie di dolore e tristezza. Aspettiamo le analisi della polizia scientifica. Se il corpo ritrovato fosse di Saman desidererei che avesse una degna sepoltura, è rimasta anche fin troppo tempo in un posto inospitale - dice ancora il fidanzato di Saman Abbas - Spero sia fatta giustizia e che i responsabili paghino per quello che hanno fatto. Chiedo un po' di privacy in un momento così difficile e delicato". "

Continua a tenere monitorata la situazione l'avvocato Falleti che in questi giorni è molto vicino al giovane: "Attendiamo e speriamo che anche il padre di Saman, Shabbar, possa essere consegnato alla giustizia e che venga sottoposto a un regolare processo in Italia. In egual misura auspico che anche la moglie venga arrestata, ciò rappresenterebbe processualmente l'inizio delle attività con tutti gli imputati presenti in modo che ognuno venga giudicato per le proprie responsabilità".

La richiesta di estradizione dei genitori

Nei confronti di Shabbar e della moglie Nazia Shaheen c’è una richiesta di estradizione per l’omicidio della 18enne. Subito dopo la scomparsa, ebbero fretta di volare in Pakistan

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