Cronaca
il colpo di scena

Uccise il padre ma non è figlio biologico, cade aggravante

La clamorosa svolta dopo l’udienza preliminare per l’omicidio di Paolo Eletti e il tentato omicidio della moglie Sabrina.

Uccise il padre ma non è figlio biologico, cade aggravante
Cronaca Correggio e Bassa, 14 Aprile 2022 ore 10:35

Marco Eletti è rimasto sempre l’unico indagato e ora sarà l’imputato di un processo che inizierà il 18 novembre prossimo.

Uccise il padre ma non è figlio biologico, cade aggravante

SAN MARTINO IN RIO - È stato rinviato a giudizio il 34enne Marco Eletti accusato dell'omicidio del padre Paolo e di aver tentato di uccidere la madre Sabrina a San Martino in Rio, nel Reggiano.

Il colpo di scena

Ma "è caduta, su nostra richiesta, un'aggravante, come hanno spiegato gli avvocati difensori Domenico Noris Bucchi e Luigi Scarcella. Si tratta dell'aggravante dei rapporti familiari con la vittima, dopo che dalle indagini - coordinate dalla pm Piera Cristina Giannusa - tramite gli accertamenti dei Ris con la comparazione dei Dna, si è scoperto che Paolo non era il padre biologico di Marco.

Il movente dell'omicidio secondo l'accusa

Secondo l'accusa, il movente dell'omicidio è da ricondurre alla scoperta di una doppia vita legata a un'altra identità di genere del padre. Ma anche a questioni inerenti alla casa di famiglia che i genitori non volevano lasciare, ma che il figlio avrebbe voluto ereditare sin da subito.

La difesa punta al rito abbreviato

Restano comunque in piedi le altre tre aggravanti contestate all'ipotesi di reato dell'omicidio: premeditazione, futili motivi e mediante l'utilizzo di sostanze venefiche e mezzi insidiosi. La difesa punta alla concessione del rito abbreviato, qualora si presentino le condizioni: "Devono cadere tutte le altre aggravanti e ci proveremo perché, per noi, due di queste non sono proprio sussistenti - hanno concluso i legali - Dall'ordinanza letta dal giudice ci sono spunti molto interessanti e saranno sviluppati in sede di dibattimento davanti alla Corte d'Assise". La gup Silvia Guareschi ha disposto il processo per il 18 novembre.

Il perdono della madre

Intanto la madre dell'imputato "ha voluto incontrare il figlio per la prima volta dopo quanto accaduto, alla fine dell'udienza. Lo ha perdonato", come spiegato dall'avvocato Claudio Bassi, che assiste la donna che stamattina, per la prima volta dall'inizio del processo, si è presentata in aula.

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