L'indagine

Analisi Lapam Confartigianato sugli effetti dei dazi americani sull'export reggiano

Già nel 2024 l’export verso gli USA nell’area reggiana ha registrato un -2,8% di export manifatturiero rispetto al 2023

Analisi Lapam Confartigianato sugli effetti dei dazi americani sull'export reggiano
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L'analisi Lapam di Confartigianato sugli effetti dei dazi americani sull'export reggiano: un terzo degli imprenditori contattati dall'Associazione si dice preoccupato.

Dazi americani secondo l'analisi di Confartigianato

REGGIO EMILIA - Si concentra su diversi indicatori economici l’analisi dell’ufficio studi Lapam Confartigianato di Reggio Emilia e, in particolare, si sofferma sul dato dell’export. Se a livello regionale la crescita prevista è sostenuta da occupazione, investimenti nel 2024 ed export nel 2025, anche se l’industria risulta essere in difficoltà per il ritardo della ripresa del commercio mondiale, scendendo nel dettaglio provinciale, nel 2024, la dinamica dell’export manifatturiero dell’area reggiana ha registrato un -6,8% rispetto al 2023.

Diminuzione dell'esportazione

Diminuiscono dell’1,1% le esportazioni dei settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese e calano del 4,3% le esportazioni del settore moda, così come registrano una decrescita del 4,7% le esportazioni del settore prodotti in metallo.

Segno meno per l'export manifatturiero

Il segno meno si registra per l’area di Reggio Emilia e provincia anche per quanto riguarda l’export manifatturiero diretto verso la Germania a causa della recessione che sta attraversando il paese tedesco (-6,1%), così come diminuisce drasticamente anche la domanda tedesca di macchinari made in Italy (la provincia di Reggio Emilia segna il secondo ribasso più importante a livello nazionale segnando un -17,8%).

Un terzo vede nero

Anche per quanto riguarda l’export verso gli USA l’area reggiana, nel 2024, registra un -2,8% di export manifatturiero rispetto al 2023. Da un sondaggio somministrato da Lapam Confartigianato a un campione di imprese associate, il 29,2% prevede che nel corso del 2025 la dinamica delle esportazioni diminuirà, il 40% stima che rimarrà stazionaria mentre il 10,8% indica un possibile aumento.

Futuro non roseo

«L’analisi evidenzia diverse criticità che le imprese del territorio devono affrontare – afferma Gilberto Luppi, presidente Lapam Confartigianato –. C’è un dato in particolare che deve fare riflettere, ossia come la parola “incertezza” sia la parola più diffusa nel sentiment imprenditoriale che più caratterizza questo periodo. Tra crisi geopolitiche, politiche di dazi e costi al rialzo, il futuro delle attività non sembra di certo roseo. Tuttavia, le opportunità di crescita passano attraverso l’innovazione tecnologica, l’internazionalizzazione e le politiche di sviluppo locale mirate. In un contesto in continua evoluzione, le imprese devono essere supportate con strumenti adeguati per affrontare le sfide del mercato. Il nostro obiettivo è creare un ambiente favorevole per lo sviluppo delle aziende e dell’occupazione nel territorio. La capacità del tessuto imprenditoriale locale di fare impresa è forte e ben radicato nel nostro sistema: i decisori politici però devono contribuire con delle politiche che permettano agli imprenditori di essere sostenuti nelle strategie aziendali di crescita del business»

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