FINANZA

Poste Italiane punta ad acquisire Tim

Operazione da 10,8 miliardi di euro, il colosso della telefonia fuori dalla Borsa per una piattaforma digitale nazionale

Poste Italiane punta ad acquisire Tim

Poste Italiane ha deciso di avviare un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) su Telecom Italia, coinvolgendo direttamente tutti gli azionisti. L’offerta prevede una formula mista, una parte in contanti e una in azioni della stessa Poste. Il valore complessivo dell’operazione si aggira intorno ai 10,8 miliardi di euro.

Poste Italiane punta ad acquisire Tim

L’offerta è stata resa pubblica domenica sera e lunedì mattina l’amministratore delegato Matteo Del Fante ha spiegato i dettagli dell’operazione. Del Fante ha assicurato che Tim resterà “stand alone” – autonoma – e il suo “iconico brand” verrà “protetto”.

Poste, che è già primo azionista di Tim con il 27,32%, ha offerto 0,167 euro in contanti per azione Tim e 0,0218 nuove azioni ordinarie per ogni azione Tim portata in adesione. Il totale è pari a 0,635 euro per azione (con un premio del 9,01% rispetto al prezzo di chiusura del 20 marzo).

Per quanto riguarda le tempistiche, “a seguito dell’annuncio di ieri sull’accordo, i documenti relativi allo scambio e all’offerta in contanti saranno depositati a metà aprile” e “l’assemblea straordinaria per l’aumento di capitale è prevista per giugno, mentre le autorizzazioni e le approvazioni delle autorità competenti, insieme all’avvio del periodo dell’offerta di scambio, sono attese non prima di luglio 2026.

Il nostro obiettivo è presentare un piano industriale congiunto dopo il completamento dell’operazione, entro il quarto trimestre del 2026.”

Inizialmente Poste aveva pensato a una fusione, ma l’intenzione non è togliere Tim dal mercato. Anzi, il delisting – l’uscita dalla quotazione borsistica – la renderà “più aggressiva”, con l’obiettivo di accelerare il consolidamento del settore.

L’acquisto sarà raggiunto se l’adesione riguarderà almeno il 66,67% delle azioni.

L’operazione è da considerarsi in concerto con il Ministero dell’Economia, che detiene il 29,2% di Poste, ma Del Fante ha specificato che non c’è stato alcun coinvolgimento del governo, tanto che il progetto è stato pensato già cinque anni fa. A fine operazione, attesa entro fine anno, Cassa Depositi e Prestiti e Mef avranno insieme oltre il 51% del gruppo che nascerà dall’integrazione.

Alla base c’è un progetto industriale ambizioso: mettere insieme rete di telecomunicazioni, servizi postali e attività finanziarie in un’unica piattaforma. L’integrazione tra la rete di Tim e la presenza capillare di Poste sul territorio consentirebbe di sviluppare servizi avanzati legati a connettività, cloud e gestione dei dati. Il nuovo gruppo nascerebbe con dimensioni importanti, sfiorando i 27 miliardi di ricavi e superando i 150mila dipendenti. L’idea è quella di creare un’infrastruttura digitale nazionale in grado di sostenere la trasformazione tecnologica del Paese.