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Saman, nuove dichiarazioni dello zio Danish: "volevano uccidere anche me"

L'uomo continua a sostenere che è stata la madre ad ucciderla

Saman, nuove dichiarazioni dello zio Danish: "volevano uccidere anche me"
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Lo scorso 10 marzo lo zio di Saman Abbas, 18enne pakistana uccisa dalla famiglia a maggio 2021 a Novellara, ha richiesto di essere interrogato dal pm: durante la testimonianza ha raccontato la sua versione dei fatti di quel giorno e ha detto che i familiari avrebbero voluto uccidere anche lui, perché aveva un buon rapporto con Saman.

Saman, nuove dichiarazioni dello zio Danish

REGGIO EMILIA - Danish Hasnain, lo zio della 18enne pachistana, sostiene di non essere stato lui a uccidere la ragazza: la notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 si limitò ad accompagnare i due cugini a seppellirla.

Il 32enne è a processo davanti alla Corte di assise reggiana insieme agli stessi cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, al padre della giovane, Shabbar Abbas, attualmente agli arresti a Islamabad e alla madre Nazia Shaheen, l'unica ancora ancora ricercata.

"volevano uccidere anche me"

Nell'interrogatorio, assistito dal suo difensore, l'avvocato Liborio Cataliotti, ha specificato ulteriormente la versione dei fatti di quella notte, sostenendo che i parenti volevano assassinare anche lui.

"Io penso che mi abbiano chiamato perché volevano uccidermi per il mio buon rapporto con Saman, io ero d'accordo sulla sua relazione con Saqib. Poi non so perché non mi hanno ucciso".

Il probabile movente

Saqib è il fidanzato della 18enne, che da quanto emerso finora dall'inchiesta sarebbe stato minacciato dal padre Shabbar e tutt'altro che gradito alla famiglia. Saman infatti era stata promessa sposa a un cugino in patria, ma lei non voleva e anche per questo motivo, secondo l'accusa, sarebbe stata punita con la morte.

"la buca era troppo grande"

Uccisa, forse strangolata, e poi sepolta in un casolare a poche centinaia di metri dalla casa dove viveva la famiglia e dove è stata ritrovata solo un anno e mezzo dopo, grazie all'apporto di Danish.

"A pensarci bene la buca era troppo grande per una sola persona e gli altri mi hanno incastrato perché sapevano che parlavo".

Altri dettagli sul delitto

Lo zio ha aggiunto alcuni particolari in più rispetto a quanto disse quando ci fu il sopralluogo, il 18 novembre. I due cugini lo svegliarono "e mi hanno detto che c'era stato un litigio e che ci era scappato il morto".

Arrivati davanti a casa,

"ho visto Saman morta, sdraiata con il collo strano, stretto. Io ho cominciato ad urlare forte, a maledire tutti, a piangere e ho perso i sensi. Quando mi sono risvegliato i due mi hanno sorretto e mi hanno dato dell'acqua".

Danish ha trovato Saman già morta?

Secondo Danish

"i due l'hanno presa, uno dalle gambe e uno dalle braccia. Poi hanno appoggiato il corpo davanti al casolare, dove vi avevo già fatto vedere e sono andati a prendere le pale vicino alle serre. Mi hanno chiesto una mano, ma non me la sentivo, ho spostato a mani nude solo la terra a lato della buca. Poi sono tornato da Saman e ho continuato a piangere e parlarle".

Danish ha ribadito anche che i cugini gli avevano detto che era stata la madre a uccidere la ragazza.

Verità o strategia?

E' ancora presto per capire se le nuove dichiarazioni saranno ritenute credibili e se ci sarà una modifica delle contestazioni per colui che fin qui è stato ritenuto l'esecutore del delitto.

Emerge però con chiarezza una strategia difensiva che lo differenzia dai due cugini di Saman, che con lui condividevano il lavoro nei campi, con lui sono fuggiti insieme all'estero qualche giorno dopo la morte della ragazza e sempre insieme a lui avrebbero trascorso del tempo la notte dell'omicidio.

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